Sul pianeta SOMA si pratica il movimento somatico a indirizzo ecosomatico. E’ l’esplorazione del nostro corpo-organismo attraverso il vivente.
ingrandisci: Nytke Festival/foto di Rafael Mielczarek
La definizione è in via di evoluzione, molti la stanno attraversando e abitando. Questa arriva dalla mia esperienza in Rhizoma/le pratiche dell’ascolto. Scuola di formazione in Educazione del movimento somatico a orientamento eco-somatico e artistico condotta da Cinzia Delorenzi.
Il nostro corpo è, ad un livello filogenetico e ontogenetico, un grande IBRIDO, è portare di memorie fin dall’origine, un sedimentarsi di strati evolutivi e caratteristiche degli elementi.
Il nostro corpo è un ecosistema, è un olobionte, ovvero un organismo caratterizzato dalla convivenza simbiotica di più agenti biologici che non condividono lo stesso DNA. Nel nostro caso, umano, convivono cellule, batteri, virus, archea. Siamo un ecosistema e siamo completamente esseri ibridi, portatori di memorie. Siamo ospiti e ospitati.
Siamo esseri ibridi. Ontogeneticamente, filogeneticamente, biologicamente. Ci definiamo per generi e forme ma in ognuno di noi ci sono anche tutti gli altri e tutto il resto. Chiunque tu sia e chiunque io sia, ci apparteniamo, siamo fatti della stessa sostanza.
Sentire che come umani siamo ecosistemi e che facciamo parte di un grande ecosistema, come un albero, un fungo, una formica…apre all’altro da me. Ad accogliere il diverso da me e ad ascoltare ciò che deve manifestare nella sua comunicazione. Non si tratta più solo di conscio o inconscio ma di lasciarsi entrare nella fitta di rete di informazioni e di non sapere, che stanno con, dentro e fuori del me ascoltante. Il sentire è una possibile forma del conoscere. Se sento, è vero, laddove il sentire è frutto di una profonda relazione con sè e l’altro da sè. Siamo parte di questa creazione, come mammiferi, portatrici di memorie e di vite: come me, anche tutti gli altri esseri. Siamo esseri ibridi.
La natura mi concede la possibilità della metafora. Di sentirmi creatura di questo ecosistema, come un albero, un granello, un fungo. Sento il lusso di esprimere lo spazio della poesia con il movimento, con un passo avanti l’altro e la contemplazione. Ho il desiderio (e il compito) di condividere con altri esseri umani questo percorso.
Nytke Festival/foto di Rafael Mielczarek
Le pratiche somatiche a indirizzo eco somatico agevolano una riconnessione profonda con il nostro sé e l’ambiente che ci circonda. Siamo parte di questo ecosistema. I confini tra interno e esterno diventano più indefiniti.
Entrare in contatto con gli elementi la terra, gli alberi, l’acqua, l’aria, le stelle e il cosmo riabilità le nostre capacità umane di sentire e di esplorare. Di affidarsi all’intuizione, di incarnarla e di renderla talvolta parola, gesto, silenzio.
Il soma, attraverso la sensazione, può essere esplorato da un punto di vista ontogenetico e filogenetico attraverso l’embodiment, l’ascolto e le pratiche somatiche.
Esplorarsi come esseri viventi e il vivente intorno a sè. La mia filosofa preferita M.Zambrano dice:
“bisogna pensarsi natali oltre che mortali”
Relazionarsi in questa dimensione apre un campo di sapere, conoscenza e sensibilità molto ampio.
I nuovi sviluppi della PNEI (Psico-Neuro-Immuno-Endocrinologia) hanno evidenziato che i neuro peptidi (e i loro recettori) , considerate “molecole psichiche”[1], e i loro recettori sono stati rinvenuti in ogni parte del corpo e non solo nel sistema nervoso: questo significa che l’interno organismo “pensa” che ogni parte cellula o parte del corpo “sente” ed elabora le informazioni psicofisiche e le trasmette ad ogni altro distretto del corpo attraverso una fittissima rete di comunicazioni[2]. “Sentire” questo in relazione agli elementi naturali, sentirisi parte di questo ecosistema come viventi, dischiude il nostro “essere umani”.
Mi piace molto condividere. Quando sono in natura con altri umani e alleniamo questo sentire, mi sento al mio posto nel mondo. Ti invito a venire a sperimentare queste pratiche!
[1] Nota: i neuro peptidi trasmettono informazioni ormonali e metaboliche, emozioni e segnali psicofisici veicolando ogni stato emotivo (amore, paura, piacere, dolore,ansia e ira) e le sue complesse sfumature chiamate sentimenti.
[2] S. Manera, Cervello intestino. Un legame indissolubile, MacroEdizioni, 2021
La somatica definisce un campo di studio del corpo attraverso la prospettiva dell’esperienza personale in cui il soma (corpo) è soggetto e non più oggetto.
B. B. Cohen lo definisce così: “Quando il corpo fa esperienza di sé dall’interno, non sono separati ma percepiti come un tutto unico. [1]
La somatica mi accompagna da anni, ho studiato con Cinzia Delorenzi presso la scuola triennale Rhizoma. Le pratiche dell’ascolto. Scuola di formazione in educazione del movimento somatico a indirizzo ecosmatico e artistico. Ho studiato movimento somatico, movimento somatico in contesti naturali, elementi di danza e di creazione, il tocco, anatomia esperienziale, accompagnamento del movimento con le mani, elementi di ascolto. Ho praticato per anni il teatro e nel tempo ho creato una mia propria poetica del movimento e dell’arte perfomativa. Ho lavorato moltissimo in contesti di fragilità che mi hanno fatto scoprire e andare sempre più a fondo dell’umanità dei corpi che abitiamo. Qui trovi una mia breve bio.
Sul pianeta SOMA le vie sono infinite, sconfinate e mutevoli.
Ora ho il desiderio profondo di condividere con altri esseri i miei saperi e le mie passioni e offro sia servizi individuali che atelier di gruppo.
Si percorrono strade, Vicoli, Sentieri, Viali, Calle e autostrade intergalattiche. A volte si è soli, a volte si incontrano compagni di viaggio. A volte si va a piedi, altre si utilizzano mezzi di trasporto e navicelle spaziali. Si incrocia il conosciuto, l’invisibile e a volte anche alieni e sirene.
Sul pianetaSOMA, andiamo errando nelle diverse discipline somatiche, nel movimento e nell’espressione poetica. La pratica fondamentale è l’EMBODIMENT, essere corpo. Percorre, gioire, danzare il proprio corpo.
Vieni a provare! Sarò felice di incontrarti e di condividere con te!
[1] B.B. Cohen, Sensazione, Emozione, Azione. Anatomia esperienziale nel Body Mind Centering, Somatica Edizioni, 2008 Ed. italiana a cura di Gloria Desideri e Piera Teatini
inASCOLTO è un incontro individuale in siti naturali: uno spazio di esplorazione che ti accoglie e nel quale scoprire la profonda relazione con il vivente che è in te e di cui siamo parte.
Foto di Rafael Mielczareck per Nytke Festival
In Natura si risvegliano le nostre capacità di sentire e di affidarci all’intuizione per poterle incarnare e renderle movimento, parola, creazione.
La sessione è esperienziale e sarai invitato/a all’esplorazione, all’ascolto del tuo corpo, al contatto con gli elementi naturali.
La pratica è per tutti/e.
Se hai desiderio profondo di rilassamento e di riconnessione. Se hai bisogno di stare un po’ con te. Se vuoi trattare un argomento a te caro: la natura ti sosterrà alla ricerca profonda del significato di ciò che stai cercando per aprire l’intuizione e l’ascolto affinché ti sia possibile raggiungere una nuova consapevolezza.
ACCOMPAGNAMENTO: sarai accompagnato/a con le pratiche di eco-somatica, il movimento, l’ascolto, la contemplazione, l’embodiment, le parole.
Foto di Sara Guerrini. Opera d’arte ANNIDARSI di Mya Lurgo
“mi farò conchiglia per testimoniare memoria e restituire l’eco della tua storia”
CHIAMAMI o scrivimi, sarò felice di organizzare con e per te! 0767028682
Foto di Sara Guerrini. Opera d’arte ANNIDARSI di Mya Lurgo
Siamo umani. Siamo esseri ibridi. Siamo parte di questo ecosistema.
E’ l’esplorazione del nostro corpo-organismo attraverso il vivente.
*La definizione precisa è in via di evoluzione e sta prendendo significato grazie a coloro che la stanno abitando.
Entrare in contatto con gli elementi la terra, gli alberi, l’acqua, l’aria, le stelle e il cosmo rinforza le nostre capacità umane di sentire e di esplorare. Di affidarsi all’intuizione, di incarnarla e di renderle parola.
foto di Rafael Mielczareck per Nytke Festival
Il sentire, infatti a livello dello sviluppo embrionale è la prima cosa che accade. Nel grembo è la sensazione che muove, come primaria percezione. La funzione è prima della struttura: ovvero il cuore (struttura) arriva successivamente al sangue e al pulsare (funzione).
Ph di Rafael Mielczarek
Con le pratiche di eco somatica il cervello si riposa per lasciare spazio a tutto il resto del sensibile, per lasciare che il corpo faccia. E’ possibile accedere a un altro tipo di presenza che lascia lo spazio e il tempo alla creazione.
Il soma viene esplorato da un punto di vista ontogenetico e filogenetico attraverso l’ascolto e le pratiche somatiche.
Le pratiche somatiche in natura agevolano una riconnessione profonda con il nostro sé e l’ambiente che ci circonda. Siamo parte di questo ecosistema. I confini tra interno e esterno diventano più indefiniti.
Praticheremo insieme movimento, ascolto, contemplazione, passi.
Esploreremo il nostro corpo-organismo in relazione all’ambiente che ci circonda da un punto di vista ontogenetico e filogenetico attraverso l’ascolto e le pratiche somatiche in natura.
Potrai ritrovare una riconnessione profonda e intuitiva con te stesso, con la tua creatività.
Foto di Rafael Mielczarek
Il nostro corpo è un ecosistema, è un olobionte, ovvero un organismo caratterizzato dalla convivenza simbiotica di più organismi. Nel nostro caso, umano, convivono cellule, batteri, virus, archea. Siamo un ecosistema e siamo completamente esseri ibridi, portatori di memorie. Come ci relazioniamo con l’esterno e l’interno partendo da questo concetto? Come può arricchirsi la nostra umanità e/o la nostra creazione e relazione se siamo ecosistema? Come si parlano i due ecosistemi?
Foto di Rafael Mielczarek
Queste esplorazioni sono indirizzate a diverse tematiche a seconda di ciò che il partecipare desidera affrontare con queste pratiche.
PER CHI?
TUTTI: se hai desiderio profondo di rilassamento e di riconnessione con te. Se hai bisogno di stare un po’ con te. Se vuoi trattare un argomento a te caro attraverso le pratiche somatiche in natura. Sarai accompagnato alla ricerca profonda del significato di ciò che stai cercando per aprire l’intuizione e l’ascolto affinché ti sia possibile raggiungere una nuova consapevolezza.
COPPIE: se desideri avere un momento speciale di ascolto da condividere con il tuo partner, questa pratica potrebbe aiutarvi e/o amplificare la vostra connessione.
E’ previsto un colloquio telefonico prima della pratica per indirizzare al meglio la scelta del luogo in cui praticare.
PER ARTISTI DELLO SPETTACOLO: è possibile riservare dei momenti individualizzati per ampliare la tua ricerca. Mi piacerebbe sostenerti per arricchire la tua ricerca. Da un po’ di tempo ho affinato l’EMBODIMENT, l’ECOSOMATICA con altre tecniche. Sarò felice di offrirti testimonianza, consapevolizzare gli strati della ricerca e aiutarti a manifestare.
Foto di Rafael Mielczarek
In base al colloquio è possibile prevedere il sito naturale più indicato.
Con gioia condivido con te questo Pianeta con le sue sconfinate vie del corpo.
Su questo pianeta è possibile attraversare le sconfinate vie del nostro corpo attraverso l’embodiment, la somatica, l’ecosomatica, il massaggio, il teatro, la danza e il movimento. Tutto è disponibile sia in atelier di gruppo in sala e in natura che in sessioni individuali di embodiment, in studio e in natura.
pianetaSOMA le sconfinate vie del corpo nasce del desiderio di offrire ascolto, attenzione, dialogo e sensibilità ai corpi che abitiamo.
Le vie sono molteplici, infinite e in continua evoluzione.
Le vie del corpo di questo pianeta sono una fitta rete di pratiche e di passioni che mi accompagnano da tempo.
A volte traccio in solitaria e a volte viaggio con artisti, terapisti, coach, camminatori… con altri esploratori dell’umanità.
Sul PIANETA SOMA, andiamo errando nelle diverse discipline somatiche, nel movimento e nell’espressione poetica.
L’etimologia della parola PIANETA si ricollega al verbo greco πλανάομαι (planàomai) = andare errando, andare di qua e di là.
La via si attraversa. Ed è proprio attraverso il nostro corpo e il movimento, con un approccio gentile, sensibile e creativo, che andremo in esplorazione.
E così è nato il desiderio di offrire ascolto, attenzione, dialogo e sensibilità ai corpi che abitiamo.
Mi piace molto l’ideogramma del verbo ascoltare, che guida le pratiche.
Il 2022 si è aperto con la voglia donare e condividere. Sento forte il desiderio di stare nel mio fiorire e lasciare che la fragranza si possa spargere con gentilezza e delicatezza. Laddove vuole andare senza forzature. Desidero offrire le pratiche e i saperi partendo dal cuore, da ciò che in questi anni mi ha nutrito nel profondo. Da ciò che è la mia terra di ora. Con tutto il suo Humus cosparso di glitter e polvere di stelle.
Sul pianeta SOMA, le vie sono molteplici, infinite e in continua evoluzione. Si percorrono strade, Vicoli, Sentieri, Viali, Calle e autostrade intergalattiche. A volte si è soli, a volte si incontrano compagni di viaggio. A volte si va a piedi, altre si utilizzano mezzi di trasporto e navicelle spaziali. Si incrocia il conosciuto, l’invisibile e a volte anche alieni e sirene.
Clicca qui sotto per scoprire quante cose possiamo fare insieme!
Perchè pianetaSOMA? Ero alla ricerca di un nome che potesse essere il contenitore delle mie pratiche e delle mie passioni. Un nome intuitivo e di facile comprensione: le vie del corpo.
Ho sorriso e riso molto quando l’intuizione arrivò. Arrivò tutto d’un tratto senza preavviso, durante una passeggiata nei maestosi boschi del Malcantone.
All’improvviso tutto si è giustificato: il movimento in natura, in sala, nell’urbano, le pratiche di silenzio, la meditazione, la parola, la scrittura, il teatro, l’estetica naturale, lo studio dell’anatomia cognitiva ed esperienziale, la passione per le erbe e la fitoterapia.
Ph Rafael Mielczarek
Tutto è diventato mappa coerente, con le sue strade, sentieri selvaggi, maree, semafori, mezzi di trasporto e compagni di viaggio. Esplorazioni sottotraccia e nelle vie intergalattiche, metafore di ispirazione di ricerca. Incontri con alieni e gente di passaggio. Viandanti.
Foto di Rafael Mielczarek
Più espandevo questo nome e più tutto mi appariva chiaro. Più espandevo e più tutto si ampliava fino ad arrivare a comporre un pianeta, il PIANETA SOMA, il nostro corpo, con le sue infinite possibilità, da conoscere, amare, danzare, ascoltare.
Foto di Sara Guerrini
Cosa è la somatica? La somatica definisce un campo di studio (molto vasto) del corpo attraverso la prospettiva dell’esperienza personale in cui il soma (corpo) è soggetto e non più oggetto. B.B: Cohen dice: “Quando il corpo fa esperienza di sé dall’interno, mente e corpo non sono separati ma percepiti come un tutto unico. [1]
[1] B.B. Cohen, Sensazione, Emozione, Azione. Anatomia esperienziale nel Body Mind Centering, Somatica Edizioni, 2008 Ed. italiana a cura di Gloria Desideri e Piera Teatini
L’embodiment è una delle mie pratiche fondamentali, praticata a diversi livelli e in diversi contesti. Il riferimento di studio principale è Rhizoma/le pratiche dell’ascolto. Scuola di formazione in Educazione del movimento somatico a orientamento eco-somatico e artistico condotta da Cinzia Delorenzi. Insieme a questa ho praticato in diversi gruppi studio e terapeutico. Torno all’embodiment, torno al mio essere corpo, quando sento che posso esplorare il campo della mia vita attraversando le vie somatiche. Per stare nel sentire.
E’ un profondo passaggio di concetto “dall’avere un corpo all’essere corpo.”
Per me, solo attraversando il corpo è possibile conoscere, guarire e fare poesia.
Prendo in prestito le parole di J. Toljia e T. Puig dal libro “Essere Corpo”:
“Il processo di apertura della coscienza che ci permette di uscire dalla riduttiva identificazione con la mente per riconoscerci in una più profonda e tridimensionale col centro del nostro essere è chiamato EMBODIMENT, cioè essere corpo.”
Come risvegliare dentro di noi questa consapevolezza e come attraversare i nostri stati più profondi? Attraverso diverse metodologie riconducibili all’EMBODIMENT e più in generale al campo della somatica è possibile accompagnare il nostro sistema ad una consapevolezza più ampia. Che si tratti di un tema a me caro, di un blocco o di un processo artistico. Attraverso il sentire sensibile somatico, l’ascolto e la percezione ci è data la possibilità di evolvere dentro la nostra umanità.
Sentire che come umani siamo ecosistemi e che facciamo parte di un grande ecosistema, come un albero, un fungo, una formica…apre all’altro da me. Ad accogliere il diverso da me e ad ascoltare ciò che deve manifestare nella sua comunicazione. Non si tratta più solo di conscio o inconscio ma di lasciarsi entrare nella fitta di rete di informazioni e di non sapere, che stanno con, dentro e fuori del me ascoltante. Il sentire è una possibile forma del conoscere. Se sento, è vero, laddove il sentire è frutto di una profonda relazione con sè e l’altro da sè. Siamo parte di questa creazione, come mammiferi, portatrici di memorie e di vite: come me, anche tutti gli altri esseri. Siamo esseri ibridi.
Ph di Rafael Mielczarek
L’allenamento al sentire, l’educare all’ascolto sensibile del vivente invita ed entrare dentro, ad aprire la percezione piuttosto che capire il perché.
A lasciare che la vita si faccia, come (forse) direbbe Maria Zambrano. Questo approccio all’ascolto (sensibile ed esperienziale) del corpo, sostiene la creazione, canalizza e fa evolvere attraverso l’incarnazione, la parola e la nascita di significati condivisi. Significa aprirsi all’inaspettato e lasciare che ciò che vuole rivelarsi, possa manifestarsi. Tessere insieme, essendo al tempo stesso tessuti e tessitori. Lasciare che la forma si riveli, nell’attesa.
L’ecosomatica (=esplorazione attraverso il vivente), predispone i corpi all’apertura di sè-ecosistema come facente parte dell’ecosistema più grande. Entrare in contatto con gli elementi la terra, gli alberi, l’acqua, l’aria, le stelle e il cosmo rinforza le nostre capacità umane di sentire e di esplorare. Di affidarsi all’intuizione, di incarnare e di renderle parola. Il sentire, infatti a livello dello sviluppo embrionale è la prima cosa che accade. Nel grembo è la sensazione che muove, come primaria percezione. La funzione è prima della struttura: ovvero il cuore (struttura) arriva successivamente al sangue e al pulsare. Così aprendoci all’ascolto è possibile lasciare che la forma si manifesti, nell’incarnazione dei corpi. Con le pratiche di eco somatica il cervello si riposa per lasciare spazio a tutto il resto del sensibile, per lasciare che il corpo faccia. E’ possibile accedere a un altro tipo di presenza che lascia lo spazio e il tempo alla creazione.
“Rendersi veramente conto che ogni componente anatomica è presente nel nostro corpo e che, essendo viva può essere accessibile per via esperienziale rappresenta, per chi riesce a coglierne tutte le diverse implicazioni, una profonda rivoluzione nel modo di pensare a se stessi”. Se si considera, infatti, che focalizzando in modo diverso l’attenzione all’interno del corpo cambiano anche lo stato coscienza, ilmodo di pensare, il livello di percezione, la qualità del movimento, della voce e del respiro, si possono intravedere alcune delle molteplici possibilità che si prospettano con questa esplorazione.”[4]
Ph di Rafael Mielczarek
L’apprendimento attraverso l’esperienza e i saperi somatici fa riferimento ai saperi che sono parte del campo del vivente. L’etimologia di sapere è “avere sapore”, di una esperienza quindi sensibile prima che astrattiva e cognitiva.
Il nostro corpo è, ad un livello filogenetico e ontogenetico, è una essere IBRIDO, è portatore di memorie fin dall’origine, un sedimentarsi di strati evolutivi e caratteristiche degli elementi.
La nostra base è la cellula.
Le cellule sono l’unità fondamentale della vita. Sono singole entità viventi, delimitate da membrane composte da lipidi[1]. Gli esseri si classificano in base alle cellule di cui sono composti, ma a livello filogenetico è possibile considerare un’origine comune:
Questo schema è riduttivo. E’ molto più complesso, ma solo per dare un’idea generale
E’ possibile ritrovare la traccia di ciò anche all’interno dei nostri liquidi, in cui è possibile intravedere una somiglianza nella composizione chimica con l’acqua di mare:
Fonte della foto, purtroppo non ritrovata.
E ancora più incredibile è la stretta correlazione tra sangue e clorofilla:
Web
In cui la differenza sostanziale sta “solamente” nella molecola centrale, Magnesio per la clorofilla, Ferro per l’emoglobina.
All’interno infatti del mondo “Eucariota” la cellula di base che compone poi tutti gli altri esseri, è la stessa.
Qui sotto un esempio di eucarioti cellula vegetale, animale e funghi.
Web, a puro scopo illustrativo. E’ possibile trovare su web immagini ad alta risoluzione ed effettuate con dispositivi di precisione.
Questa comunanza, porta ad avere dentro alle nostre cellule, la memoria di ciò che è stato vissuto per arrivare alla forma attuale. Per l’uomo è la cellula eucariota, che si differenzia nei vari tessuti e nelle varie funzioni.
I nuovi sviluppi della PNEI (Psico-Neuro-Immuno-Endocrinologia) hanno evidenziato che i neuro peptidi (e i loro recettori) , considerate “molecole psichiche”[2], e i loro recettori sono stati rinvenuti in ogni parte del corpo e non solo nel sistema nervoso: questo significa che l’interno organismo “pensa” che ogni parte cellula o parte del corpo “sente” ed elabora le informazioni psicofisiche e le trasmette ad ogni altro distretto del corpo attraverso una fittissima rete di comunicazioni[3]. Anche a livello embriologico lo possiamo cogliere: ad esempio dall’ectoderma (uno dei tre foglietti embrionali) si sviluppa il sistema nervoso e l’epidermide con i suoi derivati.
Detto questo, come umani, siamo comunemente denominati esseri eucarioti ma dentro di noi convivono una quantità enorme di altri esseri. Siamo sia ospiti che ospitati. Siamo un ecosistema. Siamo olobionti. Olobionte è un concetto che descrive un organismo caratterizzato dalla convivenza simbiotica di agenti biologici che non condividono lo stesso DNA. L’essere umano è un olobionte ed è a tutti gli effetti un ecosistema. Nel corpo umano gli altri esseri sono pari o superiori alle cellule! E conviviamo in un ambiente che si alimenta attraverso il respiro e la nutrizione. Nutrendosi di ciò che è altro da sé. Non siamo solamente portatori di memoria, siamo ospiti di altri esseri. Dentro di noi vivono cellule eucariote, batteri, archea, funghi e virus. Siamo il loro ambiente.
La pratica per entrare in connessione e lasciare che ciò che debba manifestarsi si riveli, fa riferimento a una pratica epistemica chiamata epoché (=trattenere, sospendere, arresto degli astri). Fare epochè significa sospendere la validità delle conoscenze già definite e mettere in parentesi ogni assunzione delle scienze obiettive, ogni presa di posizione critica intorno alla verità, ogni idea di conoscenza obiettiva[5]. La filosofa M. Zambrano da sua questa pratica epistemica e va oltre questo: per attualizzare questa pratica è necessario che l’anima stessa stia in ascolto spoglia di ogni orpello e un cuore capace di sentire positivo che solo predispone per addentrarsi intensamente alla vita[6]. Per lasciare che si riveli ciò che deve manifestarsi attraverso di noi, l’epoché viene esercitata nella forma del saper attendere, nel silenzio, nella collettività, con l’embodiment, con l’intuizione, attraverso l’ascolto. Incarnando la visione che vuole manifestarsi mettendosi a disposizione predisponendosi in una povertà di giudizio e con la meraviglia.
Ph di Rafael Mielczarek
Ciò che soggiace, è la pratica quotidiana della ragione materna. E’ una ragione feconda, generativa, dell’attesa, del lasciare che la vita si faccia, del sentire connesso alla vita, in relazione amorosa verso le cose e che sceglie la poesia per dare voce ai pensieri. La ragione materna è generativa, in ascolto e in accoglienza del vivente. Ed è così che rivela. E spesso comunica in forma poetica laddove la metafora diventa luogo di risignificazione creativa che lascia spazio al sensibile e vive del presente, ispirandosi.
Nel nostro presente, sempre in Zambrano trovo di grande utilità, dentro alla ragione materna, soggiace il concetto dell’essere natali oltre che mortali, abbiamo la possibilità di nascere continuamente. Ognuno di noi è portatore del sacro, è resiliente e promesso a nuove nascite.
Attraverso l’esperienza dell’EMBODIMENT a indirizzo eco-somatico è possibile sperimentare tutto questo. Essere le nostre cellule è una grande opportunità! Attraverso l’embodiment è possibile ampliare la nostra consapevolezza dell’interno di noi, anche andando all’unità più piccola, attraverso la percezione, il tocco, la sensazione.
[1] P. Nurse, Che cosa è la vita?, Mondadori, 2020
[2] Nota: i neuro peptidi trasmettono informazioni ormonali e metaboliche, emozioni e segnali psicofisici veicolando ogni stato emotivo (amore, paura, piacere, dolore,ansia e ira) e le sue complesse sfumature chiamate sentimenti.
[3] S. Manera, Cervello intestino. Un legame indissolubile, MacroEdizioni, 2021
[4] J. Tolja, R. Puig, Essere Corpo, Tea Edizioni, 2016
[5] L. Mortari, Un metodo A-metodico – La pratica della ricerca in Maria Zambrano, Liguori Edizioni, 2006, pag. 37
Sul pianetaSOMA c’è sempre un tempo dedicato alla creazione artistica.
A volte è visibile, altre invisibile.
Foto di Rafael Mielczarek per Nytke Festival
In questo momento sto lavorando a UAHoasi itineranti, un nuovo progetto in spazi formali e informali che nasce dal desiderio di entrare sempre più in contatto con l’ambiente antropico e naturale in un continuum tra dentro e fuori, in un dialogo immaginifico e incarnato. Come umani siamo parte di questo ecosistema e possiamo comunicare, sempre e ancora di più, possiamo fare poesia.
Foto locandina: Sara Guerrini Grafica: Maria Francesca Tassi
Performer: Margherita Tassi Regia e Coach: Giuseppe Asaro Drammaturgia: Margherita Tassi e Giuseppe Asaro Testi e voce: Margherita Tassi Gonna Bianca: Erika Ferrazzini e Ottavia Castellotti Disegno Luci: Matteo Fantuzzi Trucco: Victorijia Iljina Supporto: Aida Laterza, Sara Guerrini Coach Transpersonale: Elisenda Kirchmayr
E’ una creazione di MIRARI di Margherita Tassi, con il sostegno di TEATRO DEL GATTO
Dedicato alla mia maestra Cinzia Delorenzi e ai miei compagni della formazione Rhizoma, le pratiche dell’ascolto.
Foto di Sara Guerrini
HYBRID le sirene parlano a me è un atto perfomativo che utilizza materiale dall’esperienza di vita personale. E’ una crezione necessaria per la mia anima che porta in scena materiale perfomativo autentico ricercato in tanti anni di vita e di studio. Da un evento tragico d’amore alla sua sanazione attraverso il corpo, le pratiche somatiche e la danza.
Foto di Rafael Mielczarek
E’ un atto intimo che ha l’urgenza di essere condiviso con un pubblico.
HYBRID, in questi anni, ha significato principalmente ascolto.
Foto di Sara Guerrini
E’ una guarigione. Una metamorfosi costante che viaggia tra gli elementi naturali, l’animale, il vegetale, l’umano.
Foto di Rafael Mielczarek
Continui passaggi e rinascite costanti. A volte interrotti da interferenze del mondo reale.
Foto di Sara Guerrini
Ho sentito voci. Ho seguito illuminazioni sensibili. E ho incontro l’acqua. Un innamoramento, una scoperta sconcertante: la mia origine è lì. Gli appartengo e mi appartiene.
Foto di Elisenda Kirchmayr
La composizione del mare è simile quella dell’umano. Siamo fatti della stessa sostanza. Per davvero. E così molti altri esseri. E in ogni corpo ci sono tutte le memorie.
Foto di Rafael Mielczarek
Si sentono voci. Le ho ascoltate. Ho capito: sono le sirene.
Che di anno in anno sono giunte a domandare dove andare, cosa conoscere, se immergersi o no, fino alla loro apparizione e alle rivelazioni.
Foto di Sara Guerrini
“Figure dalla potente forza di attrazione, le sirene incarnano per Blanchot un canto che, per sua stessa natura, attira verso un luogo chiunque le ascolti. Con la promessa, mai menzognera, di una, impossibile, pienezza a venire. Ciò che conta è lo spazio del desiderio, d’attesa, ma anche d’avventura, scoperta e metamorfosi , che è la promessa stessa ad aprire. […] Porta lontano da dove si è. Le sirene come paradossali potenze dello straniamento da sè e dal mondo. Non sono da considerare figure ingannatrici. Piuttosto voci dal profondo.” da A.Grieco “Atlante delle sirene“
Foto di Sara Guerrini
Mentre si cresce e si incontrano le loro voci, inabissandosi nelle esperienze a cui chiamano, scopro che come umana, sono abitata da altro, di essere altro.
Foto di Rafael Mielczarek
“Con loro entra in gioco l’esperienza sensibile e sensuale di una realtà dell’immaginario, insieme al desiderio stesso, alla tentazione di questa realtà irreale.”
La sirena dissolve i confini, ne fluidi, ne aerei, ne solidi. E’ l’essere ibrido per eccellenza.
Foto di Rafael Mielczarek
Tutto e tutti siamo esseri ibridi, siamo fatti della stessa sostanza. Ontogeneticamente, filogeneticamente, biologicamente. Ci definiamo per generi e forme ma in ognuno di noi ci sono anche tutti gli altri e tutto il resto.
Foto di Sara Guerrini
“Quel che accade in alto, accade più tardi in basso. La Terra, con un po’ di ritardo, ripete il cielo…come la forma di un protozoo ripete quella di una Galassia”
Chiunque tu sia e chiunque io sia, ci apparteniamo, siamo ibridi, siamo fatti della stessa sostanza. E possiamo (lasciarci) amare. Incondizionatamente.
Foto di Sara Guerrini
HYBRID è nato e cresciuto grazie al sostegno di molte persone amiche e della mia iperfamiglia: Andrea Crotti, Carla Agostoni, Lilia Carrara, Stefano Rota Graziosi & Michela Della Morte, Michela Tassi e Massimo DeSipio, Silvia Ferrari, Giuseppina Cambareri, Alessandra Travaglini, Maura Mattoni…Antoine.
HYBRID ha una storia lunga ed è intrisa di vita personale e di passaggi esistenziali. E’ una creazione necessaria per la mia anima. Da un evento d’amore tragico, alla possibilità di guarigione e un forte desiderio di trasmettere il vissuto.
Foto di Sara Guerrini
Le ultime esperienze di studio e di ricerca mi hanno portato al desiderio e alla volontà di tornare in scena dopo gli anni giovanili e gli anni dedicati alla pedagogia.
Nella mia ricerca ho scoperto una delle mie verità: solo attraversando il corpo è possibile conoscere, guarire e fare poesia.
E così, lentamente, è nato HYBRID, un atto performativo che utilizza materiali dell’esperienza di vita personale. E’ uno spettacolo costruito nel tempo senza l’ansia produttiva.
Foto di Rafael Mielczarek
Colloco l’inizio al momento della prima illuminazione (o la voce di una sirena) ricevuta in Africa nel 2013 e che porta fino ad oggi. Al desiderio di raccontare e di fare poesia. HYBRID in questi anni, infatti ha significato principalmente ascolto: portare alla luce materiali di ricerca autentici che appartengano intimamente a ciò che la creazione vuole rendere manifesto.
Finora ha attraversato queste tappe.
PRIMA TAPPA
HYBRID, vuole dire che chiunque tu sia e chiunque io sia possiamo amarci.
E’ così che ho incontrato un pinguino di peluche che ho amato, come per una nonna africana che ho conosciuto è stato possibile amare un albero, perché così non se ne sarebbe mai andato. E con lui ho iniziato a danzare. Un duetto. Oggi una parte di questo di lavoro primordiale è stato elaborato per la creazione edulcorata in scena. Il pinguino è un essere ibrido, è un uccello ma nuota.
Foto di Rafael Mielczarek
SECONDA TAPPA
HYBRID, nasce per raccontare di come un cuore infranto, frantumato, un cuore in mille pezzi si possa sanare con l’oro, un cuore raku. Come la tecnica kintsugi di riparazione con la polvere d’oro delle ceramiche giapponese. I pezzi rotti possono prendere nuova vita. Le cicatrici diventano preziose, i fallimenti si accettano, ci fanno cambiare di noi stessi. Le nostre vite e le nostre esperienze possono essere riconosciuti senza vergogna. Questo passaggio fondamentale per la prosecuzione del progetto è arrivato durante un ritiro estivo nel 2019 in un villaggio in Svizzera. E’ stato qui che ho presentato la prima parte di lavoro a Giuseppe Asaro, incontrato poco prima. Dopo quel giorno di lavoro, pieno di frustrazione, venne fuori tutto il mio dolore per gli amori passati e il mio cuore rotto. E’ stata una svolta importate che ha permesso un’apertura alla ricerca. Quello stesso giorno, per reggere a questo dolore, insieme alla mia coach (Elisenda Kirchmayr) sono riuscita a trovare la via d’uscita: la sanazione con l’oro.
Nytke Festival/ Foto di Rafael Mielczarek
TERZA TAPPA
HYBRID, arriva dall’esperienza somatica al mare (Rhizoma, Cinzia Delorenzi) dove ho scoperto uno dei messaggi più importanti per me e per questo spettacolo: lasciarmi amare. Se non do agli altri il permesso di amarmi non potrò essere amata.
Nytke Festival/foto di Rafael Mielczarek
Il mare: sapere che siamo fatti della stessa sostanza. Mi ha commosso. E sapere che c’è un io e un tu che sono fatti della stessa sostanza, mi commuove. Un io qualunque e un tu qualunque, siamo fatti della stessa sostanza. Ci apparteniamo.
E così ho montato nuovi materiali di ricerca di movimento e di testo.
QUARTA TAPPA
HYBRID, ha avuto uno step importante a dicembre, a Malta, alla ricerca di nuovi elementi, insieme ad Andrea Grancini, Elisenda Kirchmayr e Laura Kuukkanen. Attraverso le pratiche somatiche e l’utilizzo della maschera neutra di Lecoq (il viaggio dell’eroe) è arrivata una nuova visione. La sirena, i cui significati antichi rispecchiano molte delle visioni iniziali che ho avuto in principio anni fa. Le sirene (prima di OMERO)si dice che si possano vedere solo si rado, non per modestia, ma per paura, perché “si dice che conoscano alla perfezione il cuore delle persone e che si lasciano vedere solo quando sanno con certezza che si trovano di fronte ad una persona con un cuore sincero”.
Foto di Sara Guerrini
E proprio grazie a questa immagine è arrivato alla luce il cuore dello spettacolo, una profonda verità: siamo esseri ibridi. Ontogeneticamente, filogeneticamente, biologicamente. Ci definiamo per generi e forme ma in ognuno di noi ci sono anche tutti gli altri e tutto il resto. Chiunque tu sia e chiunque io sia, ci apparteniamo, siamo fatti della stessa sostanza. E possiamo (lasciarci) amare.
QUINTA TAPPA
Nel 2019 è iniziata la collaborazione con Giuseppe Asaro, regista e coach, per la formalizzazione dei materiali di rcerca. Altri ne sono nati e molti sono stati approfonditi.
Foto di Sara Guerrini
SESTA TAPPA
Il periodo COVID mi ha profondamente messo in crisi, forse avrei voluto smettere tutto il progetto. Poi sono arrivata alla consapevolezza che consapevolezza di aver completato il materiale di ricerca, di voler arrivare alla sua messa in forma e al suo parto.
Foto di Sara Guerrini
SETTIMA TAPPA
E così si è finalmente attualizzata la collaborazione con Giuseppe Asaro con cui concluderò il lavoro che sarà presentato tra fine agosto e settembre 2020 nella formula della prova aperta.
Foto di Sara Guerrini
IL FUTURO
Attualmente si sono ipotizzati altri due capitoli di HYBRID. Sono previsti un lavoro di ricerca fotografica e un lavoro di ricerca video. Nei prossimi mesi saranno attualizzate le collaborazioni e i nuovi progetti artistici.
Sono Margherita, ricerco nel e con il corpo e, a partire dal cuore, desidero mettere a disposizione ciò, che da anni, mi nutre nel profondo.
Gli studi, le pratiche e le passioni hanno creato una fitta rete di conoscenze dal/per/e conil corpo: vie infinite, molteplici e in continua evoluzione. Nel tempo, le strade tracciate, hanno formato un mondo che amo condividere: il pianetaSOMA, uno spazio nato per offrire ascolto, attenzione, dialogo e sensibilità ai corpi che abitiamo.
Clicca qui se vuoi scoprire i SAPERI che mi accompagnano.
Sono diplomata (e in continua formazione) presso Rhizoma/le pratiche dell’ascolto. Scuola di formazione in Educazione del movimento somatico a orientamento eco-somatico e artistico condotta da Cinzia Delorenzi.
Nel 2024, dopo due anni di studio intensi mi sono diplomata in Massaggio classico
con studi in tronco comune in Ticino (Svizzera) con riconoscimento RME.
Nel 2024, ho aperto la FLORIDA uno spazio creato per artisti e umani in ricerca.
Sono teatrante, performer e educatrice specializzata nel campo della disabilità e nella realizzazione di progetti pedagogico-artistici in contesti di fragilità e/o comunitari.
Foto di Rafael Mielczarek per Nytke Festival
BREVE EXCURSUS FINO A QUI
Ricerco nel e con il corpo: danza, pratiche somatiche, teatro, creazione, contemplazione e ascolto, cammini, scrittura, yoga, parkour, immersioni in natura.
Dal 2022 ho racchiuso saperi e passioni in un’unico luogo: il pianeta SOMA! Su questo pianeta è possibile attraversare le sconfinate vie del nostro corpo attraverso l’embodiment, la somatica, l’ecosomatica, la danza e il teatro. Tutto è disponibile sia in atelier di gruppo in sala e in natura che in sessioni individuali di embodiment, in studio e in natura. Dal 2024 pratico massaggio classico e ascolto somatico.
Sono nata a San Pellegrino Terme (BG-ITALIA), il paese famoso per l’acqua. Forse è per questo che sono così legata a questo elemento.
La mia ricerca inizia a quattordici anni quando scopro di avere un problema alle ginocchia che mi costringe a non poter praticare alcuna attività fisica fino ai sedici anni, quando incontrerò il teatro fisico durante il liceo.
Foto di Rafael Mielczarek
In quel momento scoprii di potermi muovere senza traumi e da allora il movimento è diventato un motore di ricerca personale per scoprirmi ed evolvermi.
Foto di Alberto Benigni
Sono completamente affascinata dalla capacità degli umani di fare poesia.
A diciotto anni ho fondato il mio primo gruppo teatrale giovanile autonomo.
Ho proseguito poi la mia esperienza con Compagnia Brincadera dove ho partecipo alle diverse attività: spettacoli, performance, formazioni, gestione sala, organizzazione.
Sono laureata in Scienze dell’educazione e ho lavorato per molti anni presso la Cooperativa Sociale Il Segno, dove ho creato il primo spettacolo integrato “Buonanotte, Orso Bianco”.
Mi sono specializzata in pratiche performative in contesti di fragilità e ho creato, insieme a Mirco Nacoti, per l’Associazione Sguazzi Onlus e il Festival In Necessità Virtù, il progetto Anch’io Teatro, attivo in Italia e in Svizzera.
E’ un progetto di laboratori teatrali ad alto impatto inclusivo e sociale che esplora e scardina i paradigmi nella disabilità e della normalità per creare un approccio sensibile all’altro attraverso la creazione collettiva.
Nytke Festival/ Foto di Rafael Mielczarek
Nel 2019 ha partecipato al festival Orme, insieme a Metta Diomedes, con il laboratorio Facile a rompersi, svoltosi con LACedu.
A trent’anni decido di esplorare maggiormente il mio corpo.
Mi approccio al Parkour con l’associazione ParkourWave, dove scopre le infinite potenzialità del corpo in relazione all’ambiente naturale e antropico.
A ottobre 2020 mi sono diplomata presso Rhizoma/le pratiche dell’ascolto. Scuola di formazione in Educazione del movimento somatico a orientamento ecosomatico e artistico, condotta da Cinzia Delorenzi.
In questa formazione, che è stata rivelatrice, ho studiato movimento somatico, elementi di Danza Sensibile ®, elementi di embriologia, ascolto con le mani, tocco, creazione, accompagnamento nel movimento, elementi della trasmissione, ecosomatica, creazione e ho fatto ritiri intensivi in natura (foresta, mare, deserto).
Foto di Semira Belkhir
Queste ultime esperienze di studio e ricerca (somatica, ecosomatica, parkour) mi hanno portato al desiderio e alla volontà di tornare in scena dopo gli anni giovanili e gli anni dedicati alla pedagogia.
Foto di Sara Guerrini
In questi ultimi anni di studio e ricerca ho scoperto una delle mie verità: solo attraversando il corpo è possibile conoscere, guarire e fare poesia.
Dal 2018 mi sono trasferita in Svizzera e ho aperto MIRARIguardare al mondo con corpo di meraviglia(Bellinzona –CH-) per poter operare nel campo della formazione e della performance.
Con questo trasferimento è iniziata una fase di ricerca interna attraverso le pratiche somatiche ancora più intensa che mi ha portato a sperimentare ancora di più e a connettermi con altre realtà Svizzere e europee.
Foto di Elisenda Kirchmayr
Dal 2019 stiamo elaborando un progetto internazionale CO-CREATION concepito per lo sviluppo personale e del gruppo e per la creazione di materiale performativo autentico.
Hybridè una performance di danza contemporanea. Uno spettacolo che nasce dalla mia anima, che ha il desiderio di convidere con il pubblico un’esperienza autobiografica di sette anni sottoforma di archetipi e di rituale.
Sono un essere danzante.
E questo spettacolo vuole condividere la gioia del movimento frutto in una ricerca autentica e sensibile. E’ una guarigione. Una sanazione attraversata dallo studio e dalla ricerca somatica.
Dal 2022 ho racchiuso tutte le pratiche e le mie passioni sul pianeta SOMA.
foto di @custodedibellezza
Sento forte il desiderio di offrire a partire dal cuore le pratiche e i saperi di questi anni di studio sul corpo. Il pianeta SOMA racchiude per me tante delle discipline e delle pratiche incontrate. Clicca qui sotto per scoprire un po’ di più!
Infine nel 2024 sono approdata alla pratica terapeutica e ho concluso gli studi in tronco comune e massaggio classico in Svizzera.
Anch’io teatro è un progetto culturale, teatrale, artistico e
sociale, nato nel 2014 e cresciuto all’interno del Festival INV fino ad arrivare a
Le Nuvole, area artistica e
culturale dell’Associazione Sguazzi
Onlus (Bergamo, IT). Il progetto propone laboratori teatrali presso enti,
scuole, associazioni, comuni che abbiano l’intenzione di avviare pratiche
inclusive nei territori di appartenenza.
Anch’io
Teatro desidera sostenere e promuovere quanto dichiarato nella
Dichiarazione dei Diritti Universali dell’Uomo all’art.27; 1: “Ogni individuo
ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di
godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi
benefici.”
La eterogeneità dei vissuti e
delle biografie dei partecipanti che aderiscono ai gruppi-laboratorio di Anch’Io
Teatro rappresenta la specificità e la straordinarietà del progetto: crediamo nella ricchezza di una proposta
culturale aperta a tutti che possa far nascere idee creative, poesia e
bellezza.
Il
progetto si articola principalmente in tre ambiti di ricerca:
Pedagogico: si ricerca un modo di fare pedagogia teatrale che
possa rendere l’arte performativa fruibile a tutti e in un clima di creazione
collettiva.
Artistico: si sviluppa l’idea di fare una cosa bella ed esserne
protagonisti; la creazione nasce proprio dall’incontro con l’altro e dalla
realizzazione di azioni sceniche comuni, nuove ed originali.
Socio-culturale-politico: si ambisce all’intreccio di alti livelli sociali, dalla vita personale a quella politica. Anch’Io Teatro cerca di coniugare il coinvolgimento individuale, familiare, associativo, istituzionale e del privato sociale, sempre sempre il massimo livello di condivisione. E lo fa attraverso il lab teatrale, con la potenza incommensurabile dell’immaginazione.
Il progetto ha all’attivo quattro laboratori in Italia (Bergamo) e in Svizzera (Bellinzona).
Destinatari: dai 7+, la proposta è calibrata sulla base del gruppo richiedente.