EMBODIMENT

Cosa è: Letteralmente è INCORPORAZIONE.

A me piace tradurlo come “essere corpo”.

E’ un profondo passaggio di concetto “dall’avere un corpo all’essere corpo.”

Per me, solo attraversando il corpo è possibile, guarire e fare poesia.

Prendo in prestito le parole di J. Toljia e T. Puig dal libro “Essere Corpo”:

“Il processo di apertura della coscienza che ci permette di uscire dalla riduttiva identificazione con la mente per riconoscerci in una più profonda e tridimensionale col centro del nostro essere è chiamato EMBODIMENT, cioè essere corpo.”

Come risvegliare dentro di noi questa consapevolezza e come attraversare i nostri stati più profondi? Attraverso diverse metodologie riconducibili all’EMBODIMENT e più in generale al campo della somatica è possibile accompagnare il nostro sistema ad una consapevolezza più ampia. Che si tratti di un tema a me caro, di un blocco o di un processo artistico. Attraverso il sentire sensibile somatico, l’ascolto e la percezione ci è data la possibilità di evolvere dentro la nostra umanità.

EMBODIMENT individuale in natura

EMBODIMENT individuale in sala studio

Perché?

Il nostro corpo è, ad un livello filogenetico e ontogenetico, è una grande IBRIDO, è portare di memorie fin dall’origine, un sedimentarsi di strati evolutivi e caratteristiche degli elementi.

La nostra base è la cellula.

Le cellule sono l’unità fondamentale della vita. Sono singole entità viventi, delimitate da membrane composte da lipidi[1]. Gli esseri si classificano in base alle cellule di cui sono composti, ma a livello filogenetico è possibile considerare un’origine comune:


Questo schema è riduttivo. E’ molto più complesso, ma solo per dare un’idea generale

E’ possibile ritrovare la traccia di ciò anche all’interno dei nostri liquidi, in cui è possibile intravedere una somiglianza nella composizione chimica con l’acqua di mare:

Fonte della foto, purtroppo non ritrovata.

E ancora più incredibile è la stretta correlazione tra sangue e clorofilla:

Web

In cui la differenza sostanziale sta “solamente” nella molecola centrale, Magnesio per la clorofilla, Ferro per l’emoglobina.

All’interno infatti del mondo “Eucariota” la cellula di base che compone poi tutti gli altri esseri, è la stessa.

Qui sotto un esempio di eucarioti cellula vegetale, animale e funghi.

Web, a puro scopo illustrativo. E’ possibile trovare su web immagini ad alta risoluzione ed effettuate con dispositivi di precisione.

Questa comunanza, porta ad avere dentro alle nostre cellule, la memoria di ciò che è stato vissuto per arrivare alla forma attuale. Per l’uomo è la cellula eucariota, che si differenzia nei vari tessuti e nelle varie funzioni.

I nuovi sviluppi della PNEI (Psico-Neuro-Immuno-Endocrinologia) hanno evidenziato che i neuro peptidi (e i loro recettori) , considerate “molecole psichiche”[2], e i loro recettori sono stati rinvenuti  in ogni parte del corpo e non solo nel sistema nervoso: questo significa che l’interno organismo “pensa” che ogni parte  cellula o parte del corpo “sente” ed elabora le informazioni psicofisiche e le trasmette ad ogni altro distretto del corpo attraverso una fittissima rete di comunicazioni[3]. Anche a livello embriologico lo possiamo cogliere: ad esempio dall’ectoderma (uno dei tre foglietti embrionali) si sviluppa il sistema nervoso e l’epidermide con i suoi derivati.

Detto questo, come umani, siamo comunemente denominati esseri eucarioti ma dentro di noi convivono una quantità enorme di altri esseri. Siamo sia ospiti che ospitati. Siamo un ecosistema. Siamo olobionti. Olobionte è un concetto che descrive un organismo caratterizzato dalla convivenza simbiotica di agenti biologici che non condividono lo stesso DNA. L’essere umano è un olobionte ed è a tutti gli effetti un ecosistema.  Nel corpo umano gli altri esseri sono pari o superiori alle cellule! E conviviamo in un ambiente che si alimenta attraverso il respiro e la nutrizione. Nutrendosi di ciò che è altro da sé. Non siamo solamente portatori di memoria, siamo ospiti di altri esseri. Dentro di noi vivono cellule eucariote, batteri, archea, funghi e virus. Siamo il loro ambiente.

IL SENTIRE

Sentire che come umani siamo ecosistemi e che facciamo parte di un grande ecosistema, come un albero, un fungo, una formica…apre all’altro da me. Ad accogliere il diverso da me e ad ascoltare ciò che deve manifestare nella sua comunicazione. Non si tratta più solo di conscio o inconscio ma di lasciarsi entrare nella fitta di rete di informazioni e di non sapere, che stanno con, dentro e fuori del me ascoltante. Il sentire è una possibile forma del conoscere. Se sento, è vero, laddove il sentire è frutto di una profonda relazione con sè e l’altro da sè.  Siamo parte di questa creazione, come mammiferi,  portatrici di memorie e di vite: come me, anche tutti gli altri esseri. Siamo esseri ibridi.

Ph di Rafael Mielczarek

L’allenamento al sentire, l’educare all’ascolto sensibile del vivente invita ed entrare dentro, ad aprire la percezione piuttosto che capire il perché. A lasciare che la vita si faccia, come (forse) direbbe Maria Zambrano. Questo approccio all’ascolto (sensibile ed esperienziale) del corpo, sostiene la creazione, canalizza e fa evolvere attraverso l’incarnazione, la parola e la nascita di significati condivisi. Significa aprirsi all’inaspettato e lasciare che ciò che vuole rivelarsi, possa manifestarsi. Tessere insieme, essendo al tempo stesso tessuti e tessitori. Lasciare che la forma si riveli,  nell’attesa.

EMBODIMENT individuale in natura

EMBODIMENT individuale in sala studio

L’ECOSOMATICA

L’ecosomatica (=esplorazione attraverso il vivente), predispone i corpi all’apertura di sè-ecosistema come facente parte dell’ecosistema più grande. Entrare in contatto con gli elementi la terra, gli alberi, l’acqua, l’aria, le stelle e il cosmo rinforza le nostre capacità umane di sentire e di esplorare. Di affidarsi all’intuizione, di incarnare e di renderle parola. Il sentire, infatti a livello dello sviluppo embrionale è la prima cosa che accade. Nel grembo è la sensazione che muove, come primaria percezione. La funzione è prima della struttura: ovvero il cuore (struttura) arriva successivamente al sangue e al pulsare. Così aprendoci all’ascolto  è possibile lasciare che la forma si manifesti, nell’incarnazione dei corpi. Con le pratiche di eco somatica il cervello si riposa per lasciare spazio a tutto il resto del sensibile, per lasciare che il corpo faccia. E’ possibile accedere a un altro tipo di presenza che lascia lo spazio e il tempo alla creazione.

Foto di Rafael Mielczarek

EMBODIMENT= ESPERIENZA VIVA

“Rendersi veramente conto che ogni componente anatomica è presente nel nostro corpo e che, essendo viva può essere accessibile per via esperienziale rappresenta, per chi riesce a coglierne tutte le diverse implicazioni, una profonda rivoluzione nel modo di pensare a se stessi”. Se si considera, infatti, che focalizzando in modo diverso l’attenzione all’interno del corpo cambiano anche lo stato coscienza, ilmodo di pensare, il livello di percezione, la qualità del movimento, della voce e del respiro, si possono intravedere alcune delle molteplici possibilità che si prospettano con questa esplorazione.”[4]

Ph di Rafael Mielczarek

L’apprendimento attraverso l’esperienza e i saperi somatici fa riferimento ai saperi che sono parte del campo del vivente. L’etimologia di sapere è “avere sapore”, di una esperienza quindi sensibile prima che astrattiva e cognitiva.

EMBODIMENT individuale in natura

EMBODIMENT individuale in sala studio

La pratica per entrare in connessione e lasciare che ciò che debba manifestarsi si riveli, fa riferimento a una pratica epistemica chiamata epoché (=trattenere, sospendere, arresto degli astri). Fare epochè significa sospendere la validità delle conoscenze già definite e mettere in parentesi ogni assunzione delle scienze obiettive, ogni presa di posizione critica intorno alla verità, ogni idea di conoscenza obiettiva[5]. La filosofa M. Zambrano da sua questa pratica epistemica e va oltre questo: per attualizzare questa pratica è necessario che l’anima stessa stia in ascolto spoglia di ogni orpello e un cuore capace di sentire positivo che solo predispone per addentrarsi intensamente alla vita[6]. Per lasciare che si riveli ciò che deve manifestarsi attraverso di noi,  l’epoché viene esercitata nella forma del saper attendere, nel silenzio, nella collettività, con l’embodiment, con l’intuizione, attraverso l’ascolto. Incarnando la visione che vuole manifestarsi mettendosi a disposizione predisponendosi in una povertà di giudizio e con la meraviglia.

Ph di Rafael Mielczarek

Ciò che soggiace, è la pratica quotidiana della ragione materna. E’ una ragione feconda, generativa, dell’attesa, del lasciare che la vita si faccia, del sentire connesso alla vita, in relazione amorosa verso le cose  e che sceglie la poesia per dare voce ai pensieri. La ragione materna è generativa, in ascolto e in accoglienza del vivente. Ed è così che rivela. E spesso comunica in forma poetica laddove la metafora diventa luogo di risignificazione creativa che lascia  spazio al sensibile e vive del presente, ispirandosi.

Nel nostro presente, sempre in Zambrano trovo di grande utilità, dentro alla ragione materna, soggiace il concetto dell’essere natali oltre che mortali, abbiamo la possibilità di nascere continuamente. Ognuno di noi è portatore del sacro, è resiliente e promesso a nuove nascite.

Attraverso l’esperienza dell’EMBODIMENT a indirizzo eco-somatico èpossibile sperimentare tutto questo. Essere le nostre cellule è una grande opportunità! Attraverso l’embodiment è possibile ampliare la nostra consapevolezza dell’interno di noi, anche andando all’unità più piccola, attraverso la percezione, il tocco, la sensazione.

EMBODIMENT individuale in natura

EMBODIMENT individuale in sala studio

CHIAMAMI SARO’ FELICE DI PARLARE CON TE!

[1] P. Nurse, Che cosa è la vita?, Mondadori, 2020


[2] Nota: i neuro peptidi trasmettono informazioni ormonali e metaboliche, emozioni e segnali psicofisici veicolando ogni stato emotivo (amore, paura, piacere, dolore,ansia e ira) e le sue complesse sfumature chiamate sentimenti.

[3] S. Manera, Cervello intestino. Un legame indissolubile, MacroEdizioni, 2021

[4] J. Tolja, R. Puig, Essere Corpo, Tea Edizioni, 2016

[5] L. Mortari, Un metodo A-metodico – La pratica della ricerca in Maria Zambrano, Liguori Edizioni, 2006, pag. 37

[6] Idem



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AMBUDANZE

Durante il lockdown ho sentito forte il desiderio di poter comunicare e fare poesia in leggerezza e negli spazi quotidiani.

Così ho creato la serie #AmbuDanze che sta proseguendo anche oggi, oltre il periodo della crisi.

Mi piace condividere piccoli momenti di impulso danzereccio, dove il movimento mi rasserena e mi riporta alla poesia.

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HYBRID

HYBRID Le sirene parlano a me

Trailer:  https://youtu.be/d0KtLUU2gts

Perfomance di danza contemporanea

Foto locandina: Sara Guerrini Grafica: Maria Francesca Tassi

Performer: Margherita Tassi Regia e Coach: Giuseppe Asaro Drammaturgia: Margherita Tassi e Giuseppe Asaro Testi e voce: Margherita Tassi Gonna Bianca: Erika Ferrazzini e Ottavia Castellotti Disegno Luci: Matteo Fantuzzi Trucco: Victorijia Iljina Supporto: Aida Laterza, Sara Guerrini Coach Transpersonale: Elisenda Kirchmayr

E’ una creazione di MIRARI di Margherita Tassi, con il sostegno di TEATRO DEL GATTO    

Dedicato alla mia maestra Cinzia Delorenzi e ai miei compagni della formazione Rhizoma, le pratiche dell’ascolto.

Foto di Sara Guerrini

HYBRID le sirene parlano a me è un atto perfomativo che utilizza materiale dall’esperienza di vita personale. E’ una crezione necessaria per la mia anima che porta in scena materiale perfomativo autentico ricercato in tanti anni di vita e di studio. Da un evento tragico d’amore alla sua sanazione attraverso il corpo, le pratiche somatiche e la danza.

Foto di Rafael Mielczarek

E’ un atto intimo che ha l’urgenza di essere condiviso con un pubblico.

HYBRID, in questi anni, ha significato principalmente ascolto.

Foto di Sara Guerrini

E’ una guarigione. Una metamorfosi costante che viaggia tra gli elementi naturali, l’animale, il vegetale, l’umano.

Foto di Rafael Mielczarek

Continui passaggi e rinascite costanti. A volte interrotti da interferenze del mondo reale.

Foto di Sara Guerrini

Ho sentito voci. Ho seguito illuminazioni sensibili. E ho incontro l’acqua. Un innamoramento, una scoperta sconcertante: la mia origine è lì. Gli appartengo e mi appartiene.

Foto di Elisenda Kirchmayr

La composizione del mare è simile quella dell’umano. Siamo fatti della stessa sostanza. Per davvero. E così molti altri esseri. E in ogni corpo ci sono tutte le memorie.

Foto di Rafael Mielczarek

Si sentono voci. Le ho ascoltate. Ho capito: sono le sirene.

Che di anno in anno sono giunte a domandare dove andare, cosa conoscere, se immergersi o no, fino alla loro apparizione e alle rivelazioni.

Foto di Sara Guerrini

“Figure dalla potente forza di attrazione, le sirene incarnano per Blanchot un canto che, per sua stessa natura, attira verso un luogo chiunque le ascolti. Con la promessa, mai menzognera, di una, impossibile, pienezza a venire. Ciò che conta è lo spazio del desiderio, d’attesa, ma anche d’avventura, scoperta e metamorfosi , che è la promessa stessa ad aprire. […] Porta lontano da dove si è. Le sirene come paradossali potenze dello straniamento da sè e dal mondo. Non sono da considerare figure ingannatrici. Piuttosto voci dal profondo.” da A.Grieco “Atlante delle sirene

Foto di Sara Guerrini

Mentre si cresce e si incontrano le loro voci, inabissandosi nelle esperienze a cui chiamano, scopro che come umana, sono abitata da altro, di essere altro.

Foto di Rafael Mielczarek

“Con loro entra in gioco l’esperienza sensibile e sensuale di una realtà dell’immaginario, insieme al desiderio stesso, alla tentazione di questa realtà irreale.”

da A.Grieco “Atlante delle sirene

La sirena dissolve i confini, ne fluidi, ne aerei, ne solidi. E’ l’essere ibrido per eccellenza.

Foto di Rafael Mielczarek

Tutto e tutti siamo esseri ibridi, siamo fatti della stessa sostanza. Ontogeneticamente, filogeneticamente, biologicamente. Ci definiamo per generi e forme ma in ognuno di noi ci sono anche tutti gli altri e tutto il resto.

Foto di Sara Guerrini

“Quel che accade in alto, accade più tardi in basso. La Terra, con un po’ di ritardo, ripete il cielo…come la forma di un protozoo ripete quella di una Galassia”

Dr. Helan Jaworsky da “L’uomo delfino” di J. Mayol

Chiunque tu sia e chiunque io sia, ci apparteniamo, siamo ibridi, siamo fatti della stessa sostanza. E possiamo (lasciarci) amare. Incondizionatamente.

Foto di Sara Guerrini

HYBRID è nato e cresciuto grazie al sostegno di molte persone amiche e della mia iperfamiglia: Andrea Crotti, Carla Agostoni, Lilia Carrara, Stefano Rota Graziosi & Michela Della Morte, Michela Tassi e Massimo DeSipio, Silvia Ferrari, Giuseppina Cambareri, Alessandra Travaglini, Maura Mattoni…Antoine.

Foto di Rafael Mielczarek

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Foto di Sara Guerrini

La mia ricerca per HYBRID

HYBRID ha una storia lunga ed è intrisa di vita personale e di passaggi esistenziali. E’ una creazione necessaria per la mia anima. Da un evento d’amore tragico, alla possibilità di guarigione e un forte desiderio di trasmettere il vissuto.

Foto di Sara Guerrini

Le ultime esperienze di studio e di ricerca mi hanno portato al desiderio e alla volontà di tornare in scena dopo gli anni giovanili e gli anni dedicati alla pedagogia.

Nella mia ricerca ho scoperto una delle mie verità: solo attraversando il corpo è possibile conoscere, guarire e fare poesia.

E così, lentamente, è nato HYBRID, un atto performativo che utilizza materiali dell’esperienza di vita personale. E’ uno spettacolo costruito nel tempo senza l’ansia produttiva.

Foto di Rafael Mielczarek

Colloco l’inizio al momento della prima illuminazione (o la voce di una sirena) ricevuta in Africa nel 2013 e che porta fino ad oggi. Al desiderio di raccontare e di fare poesia. HYBRID in questi anni, infatti ha significato principalmente ascolto: portare alla luce materiali di ricerca autentici che appartengano intimamente a ciò che la creazione vuole rendere manifesto.

Finora ha attraversato queste tappe.

PRIMA TAPPA

HYBRID, vuole dire che chiunque tu sia e chiunque io sia possiamo amarci.

E’ così che ho incontrato un pinguino di peluche che ho amato, come per una nonna africana che ho conosciuto  è stato possibile amare un albero, perché così non se ne sarebbe mai andato. E con lui ho iniziato a danzare. Un duetto. Oggi una parte di questo di lavoro primordiale è stato elaborato per la creazione edulcorata in scena. Il pinguino è un essere ibrido, è un uccello ma nuota.

Foto di Rafael Mielczarek

SECONDA TAPPA

HYBRID, nasce per raccontare di come un cuore infranto, frantumato, un cuore in mille pezzi si possa sanare con l’oro, un cuore raku. Come la tecnica kintsugi di riparazione con la polvere d’oro  delle ceramiche giapponese. I pezzi rotti possono prendere nuova vita. Le cicatrici diventano preziose, i fallimenti si accettano, ci fanno cambiare di noi stessi. Le nostre vite e le nostre esperienze possono essere riconosciuti senza vergogna. Questo passaggio fondamentale per la prosecuzione del progetto è arrivato durante un ritiro estivo nel 2019 in un villaggio in Svizzera. E’ stato qui che ho presentato la prima parte di lavoro a Giuseppe Asaro, incontrato poco prima. Dopo quel giorno di lavoro, pieno di frustrazione, venne fuori tutto il mio dolore per gli amori passati e il mio cuore rotto.  E’ stata una svolta importate che ha permesso un’apertura alla ricerca. Quello stesso giorno, per reggere a questo dolore, insieme alla mia coach  (Elisenda Kirchmayr) sono riuscita a trovare la via d’uscita: la sanazione con l’oro.

Nytke Festival/ Foto di Rafael Mielczarek

TERZA TAPPA

HYBRID, arriva dall’esperienza somatica al mare (Rhizoma, Cinzia Delorenzi) dove ho scoperto uno dei messaggi più importanti per me e per questo spettacolo: lasciarmi amare. Se non do agli altri il permesso di amarmi non potrò essere amata.

Nytke Festival/foto di Rafael Mielczarek

Il mare: sapere che siamo fatti della stessa sostanza. Mi ha commosso.  E sapere che c’è un io e un tu che sono fatti della stessa sostanza, mi commuove. Un io qualunque e un tu qualunque, siamo fatti della stessa sostanza. Ci apparteniamo.

E così ho montato nuovi materiali di ricerca di movimento e di testo.

QUARTA TAPPA

HYBRID, ha avuto uno step importante a dicembre, a Malta, alla ricerca di nuovi elementi, insieme ad Andrea Grancini, Elisenda Kirchmayr e Laura Kuukkanen. Attraverso le pratiche somatiche e l’utilizzo della maschera neutra di Lecoq (il viaggio dell’eroe) è arrivata una nuova visione. La sirena, i cui significati antichi rispecchiano molte delle visioni iniziali che ho avuto in principio anni fa. Le sirene (prima di OMERO)si dice che si possano vedere solo si rado, non per modestia, ma per paura, perché “si dice che conoscano alla perfezione il cuore delle persone e che si lasciano vedere solo quando sanno con certezza che si trovano di fronte ad una persona con un cuore sincero”.

Foto di Sara Guerrini

E proprio grazie a questa immagine è arrivato alla luce il cuore dello spettacolo, una profonda verità: siamo esseri ibridi. Ontogeneticamente, filogeneticamente, biologicamente. Ci definiamo per generi e forme ma in ognuno di noi ci sono anche tutti gli altri e tutto il resto. Chiunque tu sia e chiunque io sia, ci apparteniamo, siamo fatti della stessa sostanza. E possiamo (lasciarci) amare.

QUINTA TAPPA

Nel 2019 è iniziata la collaborazione con Giuseppe Asaro, regista e coach, per la formalizzazione dei materiali di rcerca. Altri ne sono nati e molti sono stati approfonditi.

Foto di Sara Guerrini

SESTA TAPPA

Il periodo COVID mi ha profondamente messo in crisi, forse avrei voluto smettere tutto il progetto. Poi sono arrivata alla consapevolezza che consapevolezza di aver completato il materiale di ricerca, di voler arrivare alla sua messa in forma e al suo parto.

Foto di Sara Guerrini

SETTIMA TAPPA

E così si è finalmente attualizzata la collaborazione con Giuseppe Asaro con cui concluderò il lavoro che sarà presentato tra fine agosto e settembre 2020 nella formula della prova aperta.

Foto di Sara Guerrini

IL FUTURO

Attualmente si sono ipotizzati altri due capitoli di HYBRID. Sono previsti un lavoro di ricerca fotografica e un lavoro di ricerca video. Nei prossimi mesi saranno attualizzate le collaborazioni e i nuovi progetti artistici.

Foto di Sara Guerrini

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ABOUT ME

MARGHERITA TASSI e IL PIANETA SOMA

Foto di Sara Guerrini

IL CORPO E IL MOVIMENTO

Ricerco nel e con il corpo: danza, pratiche somatiche, teatro, creazione, contemplazione e ascolto, cammini, scrittura, yoga, parkour, immersioni in natura.

Dal 2022 ho racchiuso saperi e passioni in un’unico luogo: il pianeta SOMA! Su questo pianeta è possibile attraversare le sconfinate vie del nostro corpo attraverso l’embodiment, la somatica, l’ecosomatica. Tutto è disponibile sia in atelier di gruppo in sala e in natura che in sessioni individuali di embodiment, in studio e in natura.

EMBODIMENT individuale in natura

EMBODIMENT individuale in sala studio

ATELIER DI GRUPPO in natura

ATELIER DI GRUPPO in sala studio

Foto di Rafael Mielcazarek

Sono nata a San Pellegrino Terme (BG-ITALIA), il paese famoso per l’acqua. Forse è per questo che sono così legata a questo elemento.

La mia ricerca inizia a quattordici anni quando scopro di avere un problema alle ginocchia che mi costringe a non poter praticare alcuna attività fisica fino ai sedici anni, quando incontrerò il teatro fisico durante il liceo.

Foto di Rafael Mielczarek

In quel momento scoprii di potermi muovere senza traumi e da allora il movimento è diventato un motore di ricerca personale per scoprirmi ed evolvermi.

Foto di Alberto Benigni

Sono completamente affascinata dalla capacità degli umani di fare poesia.

Inizio così incessantemente a studiare danza, teatro, pedagogia con diversi artisti e pedagoghi, tra i più significativi: Teatro Tascabile di Bergamo, Odin Teatret, Cinzia Delorenzi, Mandiaye N’Diaye (e troupe Sant Yalla), Giorgio Rossi, Giuseppe Asaro.

Foto di Rafael Mielczarek

A diciotto anni ho fondato il mio primo gruppo teatrale giovanile autonomo.

Ho proseguito poi la mia esperienza con Compagnia Brincadera dove ho partecipo alle diverse attività: spettacoli, performance, formazioni, gestione sala, organizzazione. 

Polaroid di Alberto Benigni

Ho lavorato in Senegal con Mandiaye ‘Ndiaye (ex-teatro delle Albe) e la troupe Sant Yalla allo spettacolo GNARI GNOXONDEEM, a una tournée di laboratori con la Cooperazione Italiana e ho organizzato OPERA LAMB, l’ultima sua opera, all’interno del progetto NAT 2013 (Network for African Talents). Due degli attori della troupe Sant Yalla, sono gli artisti di Thioro, un cappuccetto rosso senegalese, vincitori del premio Eolo 2019.

Sono laureata in Scienze dell’educazione e ho lavorato per molti anni presso la Cooperativa Sociale Il Segno, dove ho creato il primo spettacolo integrato “Buonanotte, Orso Bianco”.

Mi sono specializzata in pratiche performative in contesti di fragilità e ho creato, insieme a Mirco Nacoti, per l’Associazione Sguazzi Onlus e il Festival In Necessità Virtù, il progetto Anch’io Teatro, attivo in Italia e in Svizzera.

E’ un progetto di laboratori teatrali ad alto impatto inclusivo e sociale che esplora e scardina i paradigmi nella disabilità e della normalità per creare un approccio sensibile all’altro attraverso la creazione collettiva.

Nytke Festival/ Foto di Rafael Mielczarek

Nel 2019 ha partecipato al festival Orme , insieme a Metta Diomedes, con il laboratorio Facile a rompersi, svoltosi con LACedu.

A trent’anni  decido di esplorare maggiormente il mio corpo .

Mi approccio al Parkour con l’associazione ParkourWave, dove scopre le infinite potenzialità del corpo in relazione all’ambiente naturale e urbano.

A ottobre 2020 mi sono diplomata presso Rhizoma/le pratiche dell’ascolto. Scuola di formazione in Educazione del movimento somatico a orientamento ecosomatico e artistico, condotta da Cinzia Delorenzi (danzatrice, coreografa, formatrice –IT-).

In questa formazione, che è stata rivelatrice, ho studiato BMC ®, Danza Sensibile ®, Embriologia, ascolto cranio sacrale, tocco, creazione, ascolto, accompagnamento nel movimento, elementi della trasmissione e ho fatto ritiri intensivi in natura (foresta, mare, deserto).

Foto di Semira Belkhir

Queste ultime esperienze di studio e ricerca mi hanno portato al desiderio e alla volontà di tornare in scena dopo gli anni giovanili e gli anni dedicati alla pedagogia.

Foto di Sara Guerrini

In questi ultimi anni di studio e ricerca ho scoperto una delle mie verità: solo attraversando il corpo è possibile conoscere, guarire e fare poesia.

Dal 2018 mi sono trasferita in Svizzera e ho aperto MIRARI guardare al mondo con corpo di meraviglia (Bellinzona –CH-) per poter operare nel campo della formazione e della performance.

Con questo trasferimento è iniziata una fase di ricerca interna attraverso le pratiche somatiche ancora più intensa che mi ha portato a sperimentare ancora di più e a connettermi con altre realtà Svizzere e europee.

Foto di Elisenda Kirchmayr

Dal 2019 insieme a Elisenda Kirchmayr (coaching trans personale, musico terapeuta) e Andrea Grancini (Theatre Practitioner and Bodyworker) (MLT) stiamo elaborando un progetto internazionale CO-CREATION concepito per lo sviluppo personale e del gruppo e per la creazione di materiale performativo autentico.

Foto di Sara Guerrini

Con MIRARI e il sostegno di TEATRO DEL GATTO è nata la mia creazione HYBRID le sirene parlano a me con la regia di Giuseppe Asaro (coreografia, regia, coaching – CH-).

Nytke Festival/Foto di Rafael Mielczarek

Hybrid è una performance di danza contemporanea. Uno spettacolo che nasce dalla mia anima, che ha il desiderio di convidere con il pubblico un’esperienza autobiografica di sette anni sottoforma di archetipi e di rituale.

Sono un essere danzante.

E questo spettacolo vuole condividere la gioia del movimento frutto in una ricerca autentica e sensibile. E’ una guarigione. Una sanazione attraversata dallo studio e dalla ricerca somatica.

Dal 2022 ho racchiuso tutte le pratiche e le mie passioni sul pianeta SOMA.

Sento forte il desiderio di offrire a partire dal cuore le pratiche e i saperi di questi anni di studio sul corpo. Il pianeta SOMA racchiude per me tante delle discipline e delle pratiche incontrate. Clicca qui sotto per scoprire un po’ di più!

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ATELIER DI GRUPPO in sala studio

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ti aspetto!!!

Nytke Festival/Foto di Rafael Mielczarek

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ANCH’IO TEATRO

Laboratorio inclusivo

Anch’io teatro è un progetto culturale, teatrale, artistico e sociale, nato nel 2014 e cresciuto all’interno del Festival INV fino ad arrivare a  Le Nuvole, area artistica e culturale dell’Associazione Sguazzi Onlus (Bergamo, IT). Il progetto propone laboratori teatrali presso enti, scuole, associazioni, comuni che abbiano l’intenzione di avviare pratiche inclusive nei territori di appartenenza.

Anch’io Teatro desidera sostenere e promuovere quanto dichiarato nella Dichiarazione dei Diritti Universali dell’Uomo all’art.27; 1: “Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.”

La eterogeneità dei vissuti e delle biografie dei partecipanti che aderiscono ai gruppi-laboratorio di Anch’Io Teatro rappresenta la specificità e la straordinarietà del progetto:  crediamo nella ricchezza di una proposta culturale aperta a tutti che possa  far nascere idee creative, poesia e bellezza.  

Il progetto si articola principalmente in tre ambiti di ricerca:

  • Pedagogico: si ricerca un modo di fare pedagogia teatrale che possa rendere l’arte performativa fruibile a tutti e in un clima di creazione collettiva.
  • Artistico: si sviluppa l’idea di fare una cosa bella ed esserne protagonisti; la creazione nasce proprio dall’incontro con l’altro e dalla realizzazione di azioni sceniche comuni, nuove ed originali.
  • Socio-culturale-politico: si ambisce all’intreccio di alti livelli sociali, dalla vita personale a quella politica. Anch’Io Teatro cerca di coniugare il coinvolgimento individuale, familiare, associativo, istituzionale e del privato sociale, sempre sempre il massimo livello di condivisione. E lo fa attraverso il lab teatrale, con la potenza incommensurabile dell’immaginazione.

Il progetto ha all’attivo quattro laboratori in Italia (Bergamo) e in Svizzera (Bellinzona).

Destinatari: dai 7+, la proposta è calibrata sulla base del gruppo richiedente.

Guarda qui il video doc: https://www.youtube.com/watch?v=k_4JMcKV_90&feature=youtu.be

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