MARGHERITA TASSI

MARGHERITA TASSI: CHI COME DOVE QUANDO

Foto di Sara Guerrini

IL CORPO E IL MOVIMENTO

Ricerco nel e con il corpo: danza, pratiche somatiche, teatro, creazione, contemplazione e ascolto, cammini, yoga, parkour, immersioni in natura.

Sono nata a San Pellegrino Terme (BG-ITALIA), il paese famoso per l’acqua. Forse è per questo che sono così legata a questo elemento.

La mia ricerca inizia a quattordici anni quando scopro di avere un problema alle ginocchia che mi costringe a non poter praticare alcuna attività fisica fino ai sedici anni, quando incontrerò il teatro fisico durante il liceo.

In quel momento scoprii di potermi muovere senza traumi e da allora il movimento è diventato un motore di ricerca personale per scoprirmi ed evolvermi.

Foto di Alberto Benigni

Sono completamente affascinata dalla capacità degli umani di fare poesia.

Inizio così incessantemente a studiare danza, teatro, pedagogia con diversi artisti e pedagoghi, tra i più significativi: Teatro Tascabile di Bergamo, Odin Teatret, Cinzia Delorenzi, Mandiaye N’Diaye (e troupe Sant Yalla), Giorgio Rossi, Giuseppe Asaro.

A diciotto anni ho fondato il mio primo gruppo teatrale giovanile autonomo.

Ho proseguito poi la mia esperienza con Compagnia Brincadera dove ho partecipo alle diverse attività: spettacoli, performance, formazioni, gestione sala, organizzazione. 

Polaroid di Alberto Benigni

Ho lavorato in Senegal con Mandiaye ‘Ndiaye (ex-teatro delle Albe) e la troupe Sant Yalla allo spettacolo GNARI GNOXONDEEM, a una tournée di laboratori con la Cooperazione Italiana e ho organizzato OPERA LAMB, l’ultima sua opera, all’interno del progetto NAT 2013 (Network for African Talents). Due degli attori della troupe Sant Yalla, sono gli artisti di Thioro, un cappuccetto rosso senegalese, vincitori del premio Eolo 2019.

Sono laureata in Scienze dell’educazione e ho lavorato per molti anni presso la Cooperativa Sociale Il Segno, dove ho creato il primo spettacolo integrato “Buonanotte, Orso Bianco”.

Mi sono specializzata in pratiche performative in contesti di fragilità e ho creato, insieme a Mirco Nacoti, per l’Associazione Sguazzi Onlus e il Festival In Necessità Virtù, il progetto Anch’io Teatro, attivo in Italia e in Svizzera.

E’ un progetto di laboratori teatrali ad alto impatto inclusivo e sociale che esplora e scardina i paradigmi nella disabilità e della normalità per creare un approccio sensibile all’altro attraverso la creazione collettiva.

Anch’io teatro, perfomance 2014. Foto di Luca Geneletti

Nel 2019 ha partecipato al festival Orme , insieme a Metta Diomedes, con il laboratorio Facile a rompersi, svoltosi con LACedu.

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Foto di Luca Geneletti

A trent’anni  decido di esplorare maggiormente il mio corpo .

Mi approccio al Parkour con l’associazione ParkourWave, dove scopre le infinite potenzialità del corpo in relazione all’ambiente naturale e urbano.

Attualmente sono in formazione presso Rhizoma/le pratiche dell’ascolto. Percorso di formazione in pratiche somatiche integrate, scuola itinerante e in natura condotta da Cinzia Delorenzi (danzatrice, coreografa, formatrice –IT-).

In questa formazione, che è stata rivelatrice, ho studiato BMC ®, Danza Sensibile ®, Embriologia, ascolto cranio sacrale, tocco, creazione, ascolto, accompagnamento nel movimento, elementi della trasmissione e ho fatto ritiri intensivi in natura (foresta, mare, deserto).

Foto di Carla Agostoni e Lilia Carrara

Queste ultime esperienze di studio e ricerca mi hanno portato al desiderio e alla volontà di tornare in scena dopo gli anni giovanili e gli anni dedicati alla pedagogia.

Foto di Sara Guerrini

In questi ultimi anni di studio e ricerca ho scoperto una delle mie verità: solo attraversando il corpo è possibile conoscere, guarire e fare poesia.

Dal 2018 mi sono trasferita in Svizzera e ho aperto MIRARI guardare al mondo con corpo di meraviglia (Bellinzona –CH-) per poter operare nel campo della formazione e della performance. Con MIRARI e il progetto Anch’io teatro partecipo ad un tavolo di lavoro a cui aderiscono Accademia Teatro Dimitri, Associazione Danzabile e Giullari di Gulliver (CH) che ha l’obiettivo di creare le condizioni affinchè la figura del perfomer con disabilità possa essere riconosciuta a livello istituzionale.

Con questo trasferimento è iniziata una fase di ricerca interna attraverso le pratiche somatiche ancora più intensa che mi ha portato a sperimentare ancora di più e a connettermi con altre realtà Svizzere e europee.

Foto di Elisenda Kirchmayr

Dal 2019 insieme a Elisenda Kirchmayr (coaching trans personale, musico terapeuta) e Andrea Grancini (Theatre Practitioner and Bodyworker) (MLT) stiamo elaborando un progetto internazionale CO-CREATION concepito per lo sviluppo personale e del gruppo e per la creazione di materiale performativo autentico.

Foto di Sara Guerrini

Con MIRARI e il sostegno di TEATRO DEL GATTO è nata la mia creazione HYBRID le sirene parlano a me con la regia di Giuseppe Asaro (coreografia, regia, coaching – CH-).

Foto di Sara Guerrini

Hybrid è una performance di danza contemporanea. Uno spettacolo che nasce dalla mia anima, che ha il desiderio di convidere con il pubblico un’esperienza autobiografica di sette anni sottoforma di archetipi e di rituale.

Sono un essere danzante.

E questo spettacolo vuole condividere la gioia del movimento frutto in una ricerca autentica e sensibile. E’ una guarigione. Una sanazione attraversata dallo studio e dalla ricerca somatica.

Hybrid è il primo capitolo di una trilogia che esplora il concetto di ibrido sperimentando diversi linguaggi performativi e dell’arte visuale.

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NEWS

HYBRID le sirene parlano a me PROVE APERTE

23.08.2020 ore 17.00 c/o Teatro del Gatto (Ascona -CH-)

24.08.2020 ore 20.00 c/o Teatro del Gatto (Ascona -CH-)

05.09.2020 orario da definire c/o CAMPO ESCONDIDO (Caprino Bergamasco , BG -IT-)

LES PETITS ATELIERS

Foto di Sara Guerrini

Mi piace condividere ciò che ho imparato.

Negli anni mi sono avvicinata sempre più alle pratiche somatiche e ho esplorato tanto in sala danza quanto in ambienti naturali e urbani.

Les petits ateliers nascono per condividere in piccoli gruppi esperienze di movimento in sala e in spazi esterni.

Foto di Sara Guerrini

Sono pensati come spazi di ricerca intimi e al tempo stesso di piacere e divertimento per ritrovarsi nella semplicità attraverso il movimento, il cammino e la contemplazione.

Sono organizzati sia come atelier a moduli che su richiesta di gruppi già esistenti.

Foto di Sara Guerrini

CONTATTAMI! Sarò felice di parlare con te!

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AMBUDANZE

Durante il lockdown ho sentito forte il desiderio di poter comunicare e fare poesia in leggerezza e negli spazi quotidiani.

Così ho creato la serie #AmbuDanze che sta proseguendo anche oggi, oltre il periodo della crisi.

Mi piace condividere piccoli momenti di impulso danzereccio, dove il movimento mi rasserena e mi riporta alla poesia.

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HYBRID

HYBRID Le sirene parlano a me

Perfomance di danza contemporanea

Foto locandina: Sara Guerrini Grafica: Maria Francesca Tassi

Performer: Margherita Tassi Regia e Coach: Giuseppe Asaro Drammaturgia: Margherita Tassi e Giuseppe Asaro Testi e voce: Margherita Tassi Gonna Bianca: Erika Ferrazzini e Ottavia Castellotti Disegno Luci: Matteo Fantuzzi Trucco: Victorijia Iljina Supporto: Aida Laterza, Sara Guerrini Coach Transpersonale: Elisenda Kirchmayr

E’ una creazione di MIRARI di Margherita Tassi, con il sostegno di TEATRO DEL GATTO    

Dedicato alla mia maestra Cinzia Delorenzi e ai miei compagni della formazione Rhizoma, le pratiche dell’ascolto.

Foto di Sara Guerrini

HYBRID le sirene parlano a me è un atto perfomativo che utilizza materiale dall’esperienza di vita personale. E’ una crezione necessaria per la mia anima che porta in scena materiale perfomativo autentico ricercato in tanti anni di vita e di studio. Da un evento tragico d’amore alla sua sanazione attraverso il corpo, le pratiche somatiche e la danza.

E’ un atto intimo che ha l’urgenza di essere condiviso con un pubblico.

HYBRID, in questi anni, ha significato principalmente ascolto.

Foto di Sara Guerrini

E’ una guarigione. Una metamorfosi costante che viaggia tra gli elementi naturali, l’animale, il vegetale, l’umano. Continui passaggi e rinascite costanti. A volte interrotti da interferenze del mondo reale.

Foto di Sara Guerrini

Ho sentito voci. Ho seguito illuminazioni sensibili. E ho incontro l’acqua. Un innamoramento, una scoperta sconcertante: la mia origine è lì. Gli appartengo e mi appartiene.

Foto di Elisenda Kirchmayr

La composizione del mare è simile quella dell’umano. Siamo fatti della stessa sostanza. Per davvero. E così molti altri esseri. E in ogni corpo ci sono tutte le memorie.

Si sentono voci. Le ho ascoltate. Ho capito: sono le sirene.

Che di anno in anno sono giunte a domandare dove andare, cosa conoscere, se immergersi o no, fino alla loro apparizione e alle rivelazioni.

Foto di Sara Guerrini

“Figure dalla potente forza di attrazione, le sirene incarnano per Blanchot un canto che, per sua stessa natura, attira verso un luogo chiunque le ascolti. Con la promessa, mai menzognera, di una, impossibile, pienezza a venire. Ciò che conta è lo spazio del desiderio, d’attesa, ma anche d’avventura, scoperta e metamorfosi , che è la promessa stessa ad aprire. […] Porta lontano da dove si è. Le sirene come paradossali potenze dello straniamento da sè e dal mondo. Non sono da considerare figure ingannatrici. Piuttosto voci dal profondo.” da A.Grieco “Atlante delle sirene

Foto di Sara Guerrini

Mentre si cresce e si incontrano le loro voci, inabissandosi nelle esperienze a cui chiamano, scopro che come umana, sono abitata da altro, di essere altro.

“Con loro entra in gioco l’esperienza sensibile e sensuale di una realtà dell’immaginario, insieme al desiderio stesso, alla tentazione di questa realtà irreale.”

da A.Grieco “Atlante delle sirene

La sirena dissolve i confini, ne fluidi, ne aerei, ne solidi. E’ l’essere ibrido per eccellenza.

Tutto e tutti siamo esseri ibridi, siamo fatti della stessa sostanza. Ontogeneticamente, filogeneticamente, biologicamente. Ci definiamo per generi e forme ma in ognuno di noi ci sono anche tutti gli altri e tutto il resto.

Foto di Sara Guerrini

“Quel che accade in alto, accade più tardi in basso. La Terra, con un po’ di ritardo, ripete il cielo…come la forma di un protozoo ripete quella di una Galassia”

Dr. Helan Jaworsky da “L’uomo delfino” di J. Mayol

Chiunque tu sia e chiunque io sia, ci apparteniamo, siamo ibridi, siamo fatti della stessa sostanza. E possiamo (lasciarci) amare. Incondizionatamente.

Foto di Sara Guerrini

HYBRID è nato e cresciuto grazie al sostegno di molte persone amiche e della mia iperfamiglia: Andrea Crotti, Carla Agostoni, Lilia Carrara, Stefano Rota Graziosi & Michela Della Morte, Michela Tassi e Massimo DeSipio, Silvia Ferrari, Giuseppina Cambareri, Alessandra Travaglini, Maura Mattoni…Antoine.

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La mia ricerca per HYBRID

HYBRID ha una storia lunga ed è intrisa di vita personale e di passaggi esistenziali. E’ una creazione necessaria per la mia anima. Da un evento d’amore tragico, alla possibilità di guarigione e un forte desiderio di trasmettere il vissuto.

Le ultime esperienze di studio e di ricerca mi hanno portato al desiderio e alla volontà di tornare in scena dopo gli anni giovanili e gli anni dedicati alla pedagogia.

Nella mia ricerca ho scoperto una delle mie verità: solo attraversando il corpo è possibile conoscere, guarire e fare poesia.

E così, lentamente, è nato HYBRID, un atto performativo che utilizza materiali dell’esperienza di vita personale. E’ uno spettacolo costruito nel tempo senza l’ansia produttiva.

Colloco l’inizio al momento della prima illuminazione (o la voce di una sirena) ricevuta in Africa nel 2013 e che porta fino ad oggi. Al desiderio di raccontare e di fare poesia. HYBRID in questi anni, infatti ha significato principalmente ascolto: portare alla luce materiali di ricerca autentici che appartengano intimamente a ciò che la creazione vuole rendere manifesto.

Finora ha attraversato queste tappe.

PRIMA TAPPA

HYBRID, vuole dire che chiunque tu sia e chiunque io sia possiamo amarci.

E’ così che ho incontrato un pinguino di peluche che ho amato, come per una nonna africana che ho conosciuto  è stato possibile amare un albero, perché così non se ne sarebbe mai andato. E con lui ho iniziato a danzare. Un duetto. Oggi una parte di questo di lavoro primordiale è stato elaborato per la creazione edulcorata in scena. Il pinguino è un essere ibrido, è un uccello ma nuota.

SECONDA TAPPA

HYBRID, nasce per raccontare di come un cuore infranto, frantumato, un cuore in mille pezzi si possa sanare con l’oro, un cuore raku. Come la tecnica kintsugi di riparazione con la polvere d’oro  delle ceramiche giapponese. I pezzi rotti possono prendere nuova vita. Le cicatrici diventano preziose, i fallimenti si accettano, ci fanno cambiare di noi stessi. Le nostre vite e le nostre esperienze possono essere riconosciuti senza vergogna. Questo passaggio fondamentale per la prosecuzione del progetto è arrivato durante un ritiro estivo nel 2019 in un villaggio in Svizzera. E’ stato qui che ho presentato la prima parte di lavoro a Giuseppe Asaro, incontrato poco prima. Dopo quel giorno di lavoro, pieno di frustrazione, venne fuori tutto il mio dolore per gli amori passati e il mio cuore rotto.  E’ stata una svolta importate che ha permesso un’apertura alla ricerca. Quello stesso giorno, per reggere a questo dolore, insieme alla mia coach  (Elisenda Kirkhmayr) sono riuscita a trovare la via d’uscita: la sanazione con l’oro.

TERZA TAPPA

HYBRID, arriva dall’esperienza somatica al mare (Rhizoma, Cinzia Delorenzi) dove ho scoperto uno dei messaggi più importanti per me e per questo spettacolo: lasciarmi amare. Se non do agli altri il permesso di amarmi non potrò essere amata.

Il mare: sapere che siamo fatti della stessa sostanza. Mi ha commosso.  E sapere che c’è un io e un tu che sono fatti della stessa sostanza, mi commuove. Un io qualunque e un tu qualunque, siamo fatti della stessa sostanza. Ci apparteniamo.

E così ho montato nuovi materiali di ricerca di movimento e di testo.

QUARTA TAPPA

HYBRID, ha avuto uno step importante a dicembre, a Malta, alla ricerca di nuovi elementi. Attraverso le pratiche somatiche e l’utilizzo della maschera neutra di Lecoq (il viaggio dell’eroe) è arrivata una nuova visione. La sirena, i cui significati antichi rispecchiano molte delle visioni iniziali che ho avuto in principio anni fa. Le sirene (prima di OMERO)si dice che si possano vedere solo si rado, non per modestia, ma per paura, perché “si dice che conoscano alla perfezione il cuore delle persone e che si lasciano vedere solo quando sanno con certezza che si trovano di fronte ad una persona con un cuore sincero”.

E proprio grazie a questa immagine è arrivato alla luce il cuore dello spettacolo, una profonda verità: siamo esseri ibridi. Ontogenetivamente, filogeneticamente, biologicamente. Ci definiamo per generi e forme ma in ognuno di noi ci sono anche tutti gli altri e tutto il resto. Chiunque tu sia e chiunque io sia, ci apparteniamo, siamo fatti della stessa sostanza. E possiamo (lasciarci) amare.

QUINTA TAPPA

Nel 2019 è iniziata la collaborazione con Giuseppe Asaro, regista e coach, per la formalizzazione dei materiali di rcerca. Altri ne sono nati e molti sono stati approfonditi.

SESTA TAPPA

Il periodo COVID mi ha profondamente messo in crisi, forse avrei voluto smettere tutto il progetto. Poi sono arrivata alla consapevolezza che consapevolezza di aver completato il materiale di ricerca, di voler arrivare alla sua messa in forma e al suo parto.

SETTIMA TAPPA

E così si è finalmente attualizzata la collaborazione con Giuseppe Asaro con cui concluderò il lavoro che sarà presentato tra fine agosto e settembre 2020 nella formula della prova aperta.

IL FUTURO

Attualmente si sono ipotizzati altri due capitoli di HYBRID. Sono previsti un lavoro di ricerca fotografica e un lavoro di ricerca video. Nei prossimi mesi saranno attualizzate le collaborazioni e i nuovi progetti artistici.

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ANCH’IO TEATRO

Laboratorio inclusivo

Anch’io teatro è un progetto culturale, teatrale, artistico e sociale, nato nel 2014 e cresciuto all’interno del Festival INV fino ad arrivare a  Le Nuvole, area artistica e culturale dell’Associazione Sguazzi Onlus (Bergamo, IT). Il progetto propone laboratori teatrali presso enti, scuole, associazioni, comuni che abbiano l’intenzione di avviare pratiche inclusive nei territori di appartenenza.

Anch’io Teatro desidera sostenere e promuovere quanto dichiarato nella Dichiarazione dei Diritti Universali dell’Uomo all’art.27; 1: “Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.”

La eterogeneità dei vissuti e delle biografie dei partecipanti che aderiscono ai gruppi-laboratorio di Anch’Io Teatro rappresenta la specificità e la straordinarietà del progetto:  crediamo nella ricchezza di una proposta culturale aperta a tutti che possa  far nascere idee creative, poesia e bellezza.  

Il progetto si articola principalmente in tre ambiti di ricerca:

  • Pedagogico: si ricerca un modo di fare pedagogia teatrale che possa rendere l’arte performativa fruibile a tutti e in un clima di creazione collettiva.
  • Artistico: si sviluppa l’idea di fare una cosa bella ed esserne protagonisti; la creazione nasce proprio dall’incontro con l’altro e dalla realizzazione di azioni sceniche comuni, nuove ed originali.
  • Socio-culturale-politico: si ambisce all’intreccio di alti livelli sociali, dalla vita personale a quella politica. Anch’Io Teatro cerca di coniugare il coinvolgimento individuale, familiare, associativo, istituzionale e del privato sociale, sempre sempre il massimo livello di condivisione. E lo fa attraverso il lab teatrale, con la potenza incommensurabile dell’immaginazione.

Il progetto ha all’attivo quattro laboratori in Italia (Bergamo) e in Svizzera (Bellinzona).

Destinatari: dai 7+, la proposta è calibrata sulla base del gruppo richiedente.

Guarda qui il video doc: https://www.youtube.com/watch?v=k_4JMcKV_90&feature=youtu.be

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CORPO CREATIVO

Benessere in movimento

Il laboratorio propone un approccio multidisciplinare di ricerca delle proprie potenzialità poetiche attraverso pratiche somatiche, discipline del movimento, danza e teatro. Il focus è la sperimentazione del rapporto creativo con il proprio corpo e l’esplorazione delle proprie possibilità fisiche, imago-percettive, creative e psicologiche in relazione a sé, allo spazio e agli altri. Si ricerca, attraverso un approccio sensibile e di ascolto, la possibilità di trasformare immagini, ricordi, visioni, in azioni fisiche coinvolgenti e gratificanti.

Le aree di ricerca sono principalmente quattro:

  • Ascolto: Corpo Creativo, propone pratiche di ascolto interno, dei propri stati, delle sensazioni, delle visioni e delle immagini. Rallentare e darsi il tempo di comprendersi sono prerequisiti fondamentali affinchè possa affiorare la potenzialità creativa.
  • La relazione: Corpo Creativo esplora le possibilità di ricerca del movimento quando in relazione ad un altro umano. Cosa accade ai gesti, al movimento, alle immagini quando condivido lo spazio creativo?
  • Lo spazio: Corpo Creativo propone sperimentazionI delle pratiche in diversi contenti: sala studio, natura (bosco) e spazi urbani. L’intento è quello di ricercare all’interno del rapporto corpo-spazio e di sperimentare gli accadimenti in relazione all’ambiente che ci circonda.
  • Creazione: Corpo Creativo esplora le possibilità creative del movimento e cerca di far trovare una strada personale per arrivare alla realizzazione di una propria partitura personale che sia in sintonia con l’immaginario, le visioni e i desideri dell’attuatore.            

Il progetto propone un approccio pluridisciplinare e con i gruppi che si formano possono essere proposti approfondimenti specifici con docenti esperti.

Il progetto può avere anche un esito performativo.

Il progetto è stato attivato a Bellinzona e nella scuola elementare di Pianezzo (come doposcuola) e a Daro, presso il Centro Culturale 1984.

Destinatari: bambini, giovani e adulti, anche a persone con disabilità.

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